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GESTIONE DELLA SICUREZZA DURANTE L'ATTIVITA' DI TIRO CON L'ARCO 

La sicurezza durante l'attività sportiva espletata nell'ambito della Fitarco è un fondamentale obiettivo, da perseguire per mezzo di misure di prevenzione poste in atto in relazione ai potenziali rischi specifici. All'impegno sono chiamati non solo i dirigenti e i tecnici ma anche  i singoli tesserati, per un approccio responsabile alla pratica sportiva.

Il presente documento non pretende di essere esaustivo ma intende fornire alle società affiliate uno strumento per l'organizzazione delle attività agonistiche, promozionali, formative e di mantenimento, con un accettabile livello di sicurezza.  

COMPITI DEI COMITATI REGIONALI 

Attività di consulenza

I comitati Regionali si rendono disponibili a fornire, alle società che lo richiedano, consulenze per l'attuazione delle misure preventive descritte nel presente documento.   L'attività di consulenza può essere delegata dal Presidente del Comitato anche a soggetti che non fanno parte del Consiglio, purchè  dotati di competenza specifica.   La responsabilità dell'attuazione di suggerimenti e proposte formulate dal Comitato Regionale rimane comunque in capo ai dirigenti delle società. Il presidente della società sottoscriverà assunzione totale delle responsabilità liberando la Fitarco e i suoi uffici periferici da ogni e qualsiasi evento dannoso  Attività di vigilanza I Presidenti dei Comitati Regionali o consiglieri loro delegati,  possono in qualsiasi momento effettuare verifiche e controlli presso i campi di tiro situati nel  territorio di competenza.  Qualora il livello di sicurezza sia valutato come insufficiente potranno richiedere la sospensione delle attività e suggerire accorgimenti e misure preventive da adottare. 

Attività di attestazione

I Comitati Regionali possono rilasciare alle società interessate una attestazione che il campo di tiro è adeguato alle necessità tecniche della disciplina sportiva e presenta sufficienti garanzie di sicurezza, da esibire ad enti, autorità e istituzioni che lo richiedano al fine di concedere spazi destinati alla pratica del tiro con l'arco.  La richiesta deve essere trasmessa a mezzo lettera raccomandata con ricevuta di ritorno al Comitato Regionale competente per territorio, corredata da una planimetria dell'area in scala adeguata, eventuale documentazione fotografica ed una relazione nella quale siano evidenziati gli accorgimenti di sicurezza previsti. Nella planimetria inoltre dovranno essere indicate le aree confinanti con l'impianto di tiro ed il loro utilizzo (aree pubbliche o private, destinate a coltivazione, edifici, parcheggi, strade, etc.).  Per la valutazione delle condizioni logistiche, il Presidente Regionale si può avvalere di alcuni collaboratori appositamente nominati, individuati tra i consiglieri o altri soggetti dotati di competenze specifiche. In seguito a  sopralluogo dell'area, effettuato entro 30 giorni dalla presentazione della domanda, viene redatto un verbale di accertamento delle condizioni dell'impianto, sottoscritto dagli incaricati del Comitato Regionale e, per presa visione, dal rappresentante della Società.  Entro 15 giorni dalla data dell'avvenuto sopralluogo, il Comitato Regionale rilascia la dichiarazione a firma del Presidente, la quale viene trasmessa alla Società richiedente. Il documento può contenere prescrizioni per l'utilizzo dell'impianto, quali per esempio la distanza massima di collocazione dei bersagli, la dimensione della linea di tiro e quant'altro ritenuto necessario.  Nel caso in cui l'impianto non risponda ai requisiti tecnici e di sicurezza, il Comitato Regionale provvede a dare comunicazione scritta alla Società entro il termine indicato al punto precedente.  Il diniego deve essere adeguatamente motivato e, contro quest'ultimo, la Società ha la facoltà di ricorrere al Consiglio Federale, il quale funziona come organo di secondo grado ed inappellabile, per richiedere un riesame.   Il Consiglio Federale esprime la propria decisione sulla scorta degli atti acquisiti e della documentazione presentata dalle parti, senza procedere ad un nuovo sopralluogo, se non nei casi ritenuti strettamente necessari.  L'attestazione ha durata fino al venir meno delle condizioni che ne hanno permesso il rilascio. I termini di validità così individuati devono essere espressamente indicati nell'attestazione stessa.  La dichiarazione di permanenza delle condizioni è oggetto di autocertificazione sottoscritta dal Presidente della società interessata, da produrre annualmente al Comitato Regionale di appartenenza in fase di riaffiliazione.La medesima autocertificazione va inoltre esibita, unitamente all'attestazione, ogni qualvolta ne venga fatta richiesta da enti, autorità e istituzioni ai fini della concessione di spazi per lo svolgimento dell'attività sportiva.